Sala 6 - La Sinagoga
L’Ebraismo affonda le sue radici nell’epoca biblica. Ma la religione ebraica, nella forma che essa mantiene ancor oggi, nasce con il Giudaismo rabbinico, dopo la distruzione di Gerusalemme avvenuta nel 70 d.C.
Avendo perduto, con questo evento drammatico, gran parte delle istituzioni su cui il Giudaismo del periodo biblico si era retto per circa mille anni (la Terra, la città santa di Gerusalemme, il sacerdozio e il Tempio, con il culto sacrificale che in esso si celebrava ) al Giudaismo rabbinico restava il testo sacro della Bibbia, ed in particolare la Toràh (lett. “insegnamento) che ne è il cuore.
Fu proprio aggrappandosi ad essa che l’ebraismo rinacque dopo la catastrofe del 70, divenendo essenzialmente “Giudaismo della Toràh” nella sua duplice forma di Toràhscritta e Toràh orale.
Dio ha stabilito con il suo popolo un’alleanza (Berìt) . Accettando su di esso il “giogo della Toràh” ed osservando i 613 comandamenti in essa contenuti, Israele accoglie la salvezza per sé e per il mondo e affretta l’avvento dell’era messianica.
In gran parte dispersi nei paesi della Diaspora, gli ebrei celebreranno ormai il loro culto nella sinagoga, una sala di radunanza , in cui è conservato il Rotolo della Toràh in un armadio santo, orientato verso Gerusalemme.
La Toràh, divisa in 54 sezioni o parashòt, viene letta tutta nel ciclo di un anno in lettura continua, proclamando su un leggio posto in un luogo rialzato (Bimà) una sezione per ogni Sabato





