Sala 7 - La famiglia ebraica nel giorno di Pasqua
Dopo la distruzione del Tempio, nel 70 d.C., il rito sinagogale si è basato essenzialmente sull’ascolto della Toràh. Al tempo stesso, ha acquisito un’importanza fondamentale, come luogo di culto, l’ambiente domestico.
Il venerdì sera prima del tramonto, nelle case ebraiche la donna accende le candele o luci del Sabato per indicarne l’inizio: questi lumi simboleggiano la luce divina che scende sul mondo in questo giorno santo, e l’anima supplementare che Dio dona ad ogni ebreo per tutta la durata del Sabato.
Dopo aver acceso le candele, la donna passa la mano sulla fiamma e si copre gli occhi, quindi recita la benedizione sulla luce del Sabato, e prega nel suo cuore per la propria famiglia.
Il ruolo della donna consiste anche nella preparazione dei cibi kashèr (ossia ritualmente adatti e puri). In famiglia si celebra la cena del Sabato, scandita da inni e canti recitati dal capofamiglia che funge da sacerdote domestico. In casa si celebra anche il Sèder di Pèsach, ossia la cena pasquale durante la quale si legge la Haggadàh di Pasqua.





