Sala 11 - Il Male
L’esperienza del male e del dolore non meritato oltrepassa tutte le barriere culturali e razziali, storiche e geografiche, etniche e religiose.
Tutti gli uomini, infatti, incrociano il male e la sofferenza nelle più svariate forme, dalla povertà materiale e morale alle malattie, dagli sconvolgimenti naturali alle guerre e violenze di ogni tipo, fino all’angoscia e allo smarrimento del significato della vita.
Da sempre gli uomini hanno tentato di sciogliere l’enigma del male, o almeno di darne qualche spiegazione; ma non esiste ragionamento, scienza o filosofia che abbia saputo darne una compiuta spiegazione.
Le soluzioni immaginate dal solo pensiero umano risultano radicalmente insufficienti o cadono nell’assurdo e nella mancanza di senso.
L’origine del male, nelle tre religioni, è infatti una frattura tra l’uomo e Dio causata dal peccato, una ferita tuttora aperta e sanguinante. Una ferita che Dio accoglie, quasi in un abbraccio, e cerca di lenire, come spiegano le sculture ai lati della sala. Le tre grandi Religioni comunque non pretendono di dare spiegazioni esaustive, ma offrono elementi di riflessione, aprendo una speranza oltre il dolore e la morte.
La loro comune derivazione ebraica porta ad una concezione realistica e ottimistica dell’esistenza umana, dove la lotta del bene con il male, per quanto drammatica, sfocerà nella finale vittoria del bene. Secondo loro, Dio crea l’uomo per la gioia e, se permette il dolore fin dal “peccato originale”, è per ricavarne un bene più grande. La sofferenza è solo la penultima parola, perché l’ultima appartiene ad una felicità misteriosa e compensatrice.





