“Lo scopo di un vero dialogo interreligioso non sta infatti nella politca, ovvero nella composizione della convivenza tra uomini con esperienze religiose diverse, ma sta nella ricerca della verità, e nell’omaggio a essa. La verità [...] non è un termine filosofico astratto, ma l’elemento più vitale di un’esperienza pienamente umana, personale e collettiva”.
Il ricco apparato critico intende fornire al lettore una visione ampia dei rapporti tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, mostrando come gli stessi incontri isituzionali si siano proposti come il verificarsi di una situazione di vita concreta basata non solo sulla convivenza, ma soprattutto sul servizio per quella ricerca della verità, che come ricordato nella Prefazione, deve essere lo scopo reale del dialogo interreligioso. Un percorso critico che si pone al servizio del lettore per guidarlo in approfondimenti importanti, per cogliere la ricca stratificazione culturale e artistica, che le religioni abramtiche hanno saputo costruire e maturare nel corso della loro storia. Infine la possibilità di conoscere le potenzialità di un territorio come quello bertinorese, dove la religione ha svolto un ruolo fondamentale per conferire a Bertinoro quelle caratteristiche che ne fanno oggi una delle mete più importanti dell’Alta Formazione a livello italiano ed europeo.
La storia è un elemento fondamentale per un museo e quello che caratterizzata il Museo Interreligioso di Bertinoro è la sua capacità vitale di vedere le testimonainze della fede e delle fedi nella storia: se l’indagine storica, nel campo dell’arte e della letteratura, è l’indagine sui comuni segni di umanità, il dialogo interreligioso deve sapere dare voce oggi a questi segni, che emergono dalle diverse fedi, ricostruendo il “lessico” comune che per secoli ha descritto e raccontato le fondamentali esperienze umane.
Il dialogo interreligioso come fondamento della civiltà, dunque, non è solo un bilancio, al contrario intende essere la base sulla quale ricercare questi tratti comuni di umanità attraverso un’indicazione che nella Prefazione e nei diversi interventi risulta essere una necessità fondamentale: la costruzione di un dialogo “tra uomini viventi le situazioni storiche, le situazioni esistenziali che ogni epoca pone”.


