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Premio “Melandri”: la libertà come patrimonio del dialogo interreligioso

19 agosto 2011

Si stanno ultimando i preparativi per la consegna del Premio “Leonardo Melandri” al Ministro degli Esteri Franco Frattini. La manifestazione, organizzata dal Museo Interreligioso, si svolgerà presso la chiesa di San Silvestro del Centro Residenziale Universitario venerdì 26 agosto a partire dalle ore 12.00.

L’assegnazione del Premio “Melandri” al ministro Frattini offre diversi elementi di riflessione. Il primo riguarda il ruolo del Museo Interreligioso che, grazie alla sua collezione d’arte, riunendo le testimonianze delle fedi nella storia, è un luogo dove il dialogo diventa esperienza viva senza essere ridotto ad un semplice tema. Il Premio “Melandri” rappresenta l’occasione per il Museo di muoversi su un orizzonte culturale  più ampio,confermando la sua essenza di luogo dedicato al confronto e al dibattito interculturale. Il secondo elemento di riflessione riguarda l’importanza della libertà religiosa all’interno del contesto sociale contemporaneo, caratterizzato dal pluralismo confessionale e multiculturale.

L’assegnazione del Premio al Ministro degli Esteri sottolinea l’importante azione istituzionale svolta dall’on. Frattini, presso l’Onu e la Comunità Europea, a difesa delle minoranze religiose perseguitate: è nella difesa della libertà religiosa che si rende possibile la costruzione di un’autentica società multiculturale basata sul valore della pace.

Come ricordato da papa Benedetto XVI, la pace è “un progetto da realizzare mai totalmente compiuto”: la pace non è assenza di conflitto e non è data dalla supremazia militare o economica. Piuttosto, la costruzione della pace si basa sull’elevazione culturale, morale e spirituale diogni popolo, nel pieno rispetto della dignità umana. La libertà religiosa, ricorda il pontefice, è un patrimonio comune: essa appartiene a tutti i popoli, senza essere elemento esclusivo dei credenti. Elemento imprescindibile per uno Stato di diritto, la sua negazione mina il riconoscimento e il rispetto di tutti gli altri diritti fondamentali dell’uomo, tanto che l’ordinamento internazionale riconosce alla libertà religiosa la stessa importanza giuridica del diritto alla vita e alla libertà individuale. Come patrimonio della singola persona, la libertà religiosa trova la sua espressione piena nella relazione: è nella dimensione della comunità che ogni persona trova il completamento e la collaborazione alla costruzione del bene comune. Nella relazione con l’altro, la libertà religiosa è il presupposto imprescindibile per la creazione del dialogo interreligioso.

È su questi valori che il Museo Interreligioso è nato: la sua unicità è da ricercare nell’insieme delle relazioni che il sen. Melandri, uomo di fede e uomo libero, ha saputo creare per la sua costruzione. È sulla base dei valori della fede, della libertà religiosa e della conoscenza, che si possono spiegare i risultati conseguiti dal Museo nel corso di sei anni di intensa attività sia sul versante didattico, sia nell’organizzazione di incontri con alcuni dei più importanti esponenti delle religioni monoteistiche a livello nazionale e internazionale.

Il Museo Interreligioso è stato riconosciuto come luogo di pace, dove superare le ferite della memoria, così come ricordato dal card. Tarcisio Bertone in visita nel maggio del 2007. Allo stesso modo, l’ayatollah Khatami nel suo intervento durante il convegno intitolato “Incontro tra civiltà”, ha ricordato come il Museo Interreligioso rappresenti un aspetto importante della cultura orientale dove l’uomo da secoli ha visto la convivenza fianco a fianco di ebrei, cristiani e musulmani.  Nei suoi interventi a livello istituzionale presso l’Onu e presso la Comunità Europea, il ministro Frattini ha sottolineato come la libertà della promozione della pace richieda una tutela costante delle minoranze perseguitate: con particolare riferimento situazione mediorientale, il Ministro ha ricordato come le comunità cristiane siano presenti in quei territori dai primi secoli del Cristianesimo, accompagnando come presenza propositiva tutte le vicende che hanno contraddistinto la storia di quei Paesi. Insieme ad analisi di tipo politico-internazionale e simbolico-identitatrio, la presenza delle minoranze religiose in Medio Oriente chiede di affrontare anche il problema della democrazia e di conseguenza della libertà religiosa, riconosciuta a livello istituzionale come garanzia per tutti i cittadini di quei Paesi. Come hanno dimostrato le vicende di questi mesi, che continuano a coinvolgere alcuni dei più importanti Paesi del Mediterraneo, l’attività del Ministro Frattini si è volta costantemente alla via diplomatica come unica soluzione percorribile sul lungo periodo, a fronte della realizzazione di nuove costituzioni che, per rompere definitivamente con il passato, sappiano riconoscere la possibilità dell’espressione della fede religiosa come elemento della dignità di ogni cittadino.  Ancora alla fine del 2010, in occasione del Sinodo con le Chiese Orientali, il ministro Frattini scriveva: “Il documento di partecipazione e di preparazione del Sinodo per il Medio Oriente tocca questioni di primaria rilevanza quali la conoscenza reciproca tra le tre religioni monoteiste, la necessità del comune impegno per la pace, la concordia, la promozione dei valori spirituali e anche quel concetto che a me è particolarmente caro di laicità positiva come apporto dei cristiani alla promozione di una democrazia sana, positivamente laica, che riconosca però proprio per questo il ruolo della religione anche nella vita pubblica”.

A seguito degli interventi del ministro Frattini, la Comunità Europea si è fatta promotrice di questa “laicità positiva” che riconosce la religione come elemento che trova la sua espressione all’interno della società: “La libertà di religione o di convinzione è intrinsecamente legata alla libertà di opinione ed espressione, come pure ad altri diritti umani e libertà fondamentali, che contribuiscono tutti alla costituzione di società pluraliste e democratiche. La comunità internazionale deve consolidare la sua risposta collettiva a coloro che vogliono utilizzare la religione come strumento di divisione, alimentando estremismo e violenza”. Nell’assegnazione del Premio “Melandri” all’operato del Ministro degli Esteri, sono da cogliere due aspetti fondamentali nel dibattito sulla società multiculturale: da una parte, le comunità religiose devono sapere cogliere l’opportunità di intraprendere un cammino di integrazione all’interno delle istituzioni democratiche; dall’altra le istituzioni  devono studiare strategie di cooperazione con le comunità religiose, allo scopo di affrontare problematiche nuove, come la libertà di espressionedei simboli e dei costumi religiosi.

Infine il Premio “Leonardo Melandri” rappresenta un’occasione di riflessione per l’intero territorio romagnolo: molte personalità legate al mondo dell’Alta Formazione, dell’Università di Bologna e delle istituzioni saranno presenti alla cerimonia del 26 agosto. Sarà questo un momento di bilancio: negli ultimi vent’anni ha visto affermarsi il processo di decentramento universitario, con l’affermazione in termini qualitativi e quantitativi del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro, che rappresenta, ancora oggi un modello da seguire nell’internazionalizzazione di un intero territorio.

Il Premio “Leonardo Melandri” al ministro Franco Frattini

6 agosto 2011

Venerdì 26 agosto, il Museo Interreligioso di Bertinoro assegnerà il Premio “Leonardo Melandri” al Ministro degli Esteri Franco Frattini. La Fondazione Museo Interreligioso di Bertinoro per l’anno 2011 ha organizzato la prima edizione del Premio “Leonardo Melandri”, dedicato a chi ha saputo valorizzare, documentare, divulgare e promuovere il dialogo tra le religioni monoteistiche, comunicando la bellezza dell’essere uomini religiosi.

Con l’istituzione del Premio, il Museo Interreligioso intende ricordare la figura del suo fondatore, il sen. Leonardo Melandri, artefice dell’unica realtà museale dedicata al dialogo tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Nel centenario della nascita di Diego Fabbri e nel ventennale della scomparsa di don Francesco Ricci, il Museo Interreligioso ricorda un altro autore del dialogo che si pose al servizio del confronto tra diverse istituzioni, consentendo oggi al territorio romagnolo di contare su diverse città universitarie, sul Centro Residenziale Universitario di Alta Formazione e Ricerca di Bertinoro e sul Museo Interreligioso.

Nel progetto del sen. Melandri, il Museo di Bertinoro è un luogo di confronto e di dialogo tra le religioni monoteistiche a livello locale e nazionale. In tale ottica, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Museo intende indirizzare il Premio “Leonardo Melandri” a chi, agendo all’interno delle istituzioni, ha saputo a livello internazionale essere portatore dei valori fondanti del dialogo interreligioso, promuovendo un confronto aperto e operando a favore dei diritti di espressione religiosa delle minoranze. Il Museo Interreligioso, dopo un’accurata ricerca, ha identificato queste caratteristiche nelle risoluzioni adottate dal Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, on. Franco Frattini. Continua »

Visita di Seyyed Mohammad Khatami

10 maggio 2007

O cuore, fa conto di avere tutte le cose del mondo,
Fa conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
E tu su quell’erba verde fa conto d’esser rugiada
Gocciata col? nella notte, e al sorger dell’alba svanita
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Omar Khayyam, Quartine, CIII

Mons. Pietro Sambi, il 10 Giugno del 2005, concludendo il proprio intervento in occasione dell’inaugurazione del Museo Interreligioso di Bertinoro, afferm? che “il percorso espositivo ? veramente animato da spirito di conoscenza reciproca e delicato rispetto, invitando alla fraternit? e alla collaborazione tra gli appartenenti alle tre fedi monoteistiche. Questo Museo ? una luce da moltiplicarsi in altre citt? ed in altre terre per educare la coscienza dell’umanit?, per restituire alle religioni quella che ? la loro intrinseca e vera natura: essere unione dell’individuo con Dio, unione e pace tra gli uomini e i popoli”. Il 9 Maggio 2007 quell’auspicio, che giungeva all’indomani della scomparsa del sen. Melandri, ha trovato un’ulteriore conferma con la visita dell’ex-Presidente iraniano Seyyed Mohammad Khatami Continua »

Visita di S.E. Card. Tarcisio Bertone

3 maggio 2007

Il programma del Museo Interreligioso nel 2007, oltre alle attività previste e programmate per gli istituti scolastici, hanno previsto importanti incontri, che intendono fare dell’esposizione bertinorese un luogo la visita di S.E. Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa Sede e Camerlengo di papa Benedetto XVI, pone l’azione del Museo in un ambito ed in un contesto ampio, costituendo il primo passo verso la costruzione di un istituto museale, che possa diventare un punto di riferimento sulle questioni relative al dialogo interreligioso ed ai rapporti delle fedi monoteistiche con la contemporaneità. Continua »